Ciascuno di noi nella propria vita ha l’opportunità di compiere alcune “imprese” laddove per impresa si intende qualcosa che esula dai cosiddetti “canoni normali”. Per quanto mi riguarda, sicuramente, una di queste imprese e,probabilmente, sinora la più importante, è stata quella di aver contribuito al recupero del Villino Ricci.
Confesso che fra me e questa costruzione di interesse storico sita nella mia città, Sassari, si è verificato il classico colpo di fulmine. Infatti, allorquando con il precedente proprietario mi recai a visionarla, in previsione di un possibile acquisto, ebbi il desiderio irrefrenabile di concludere l’operazione perché penso che ciascuno di noi debba nei limiti delle proprie possibilità, non solo economiche,contribuire al miglioramento del luogo in cui vive e lavora.
Il fatto di aver altrettanto fortemente voluto la pubblicazione di questo libro è significativo di un altro sentimento e cioè quello di sensibilizzare tutti i miei concittadini, e non solo, a compiere quanto in loro potere affinché si possa migliorare la nostra città.
La realizzazione nella struttura del Villino Ricci di ambienti da utilizzare per eventi principalmente culturali ma anche commerciali e ludici sembra quasi essere una prosecuzione di quelle che sono state le tradizioni dei sassaresi che, dopo la realizzazione del Villino, festeggiavano, stando ai racconti dell’epoca, l’inizio della bella stagione anche con spettacoli di fuochi artificiali sulla sua terrazza.
Mi soffermo a spiegare il motivo per cui ho voluto intitolare la sala conferenze al mio nonno paterno, Maelchisedek Diaz, e che deriva dal fatto di non averlo mai potuto conoscere direttamente ma solamente tramite i racconti di mio padre Matteo che, peraltro, ebbe la sfortuna di perderlo alla giovane età di tredici anni.
La persona che più di ogni altra ritengo di dover ringraziare per la realizzazione della mia “impresa” è sicuramente Cristina che, con il suo amore e aiuto ogni giorno mi dà la forza per tentare di raggiungere nuovi e sempre più significativi traguardi.
Spero che il libro del Villino Ricci sia il primo di una collana che, insieme alla editrice J.Webber, racconti la storia di quelle che sono le costruzioni della nostra città alle quali siamo per diversi motivi maggiormente legati.
Antonio Gavino Maelchisedek Diaz